Antique Bakery
Come già anticipato, eccomi a parlarvi di questo shonen-ai (genere dove sono presenti relazioni uomo-uomo) che ho trovato davvero gradevole sia per trama che per fotografia.
La storia che, senza scendere in particolari spoilerosi (per chi li vuole basta continuare a leggere :P) è semplice ed al contempo articolata, narra le vicende di quattro giovani che per svariati motivi si troveranno a lavorare per una pasticceria. La Antique Bakery.
Tra un dolce e l’altro (e credetemi, se amate i dolci sarà meglio guardarlo a stomaco pieno :P) lo spettatore si troverà coinvolto in momenti di ilarità assoluta che si alterneranno ad altri non privi di una moderata e ben calibrata tensione. Un mix ottimamente gestito che punta da subito a mostrare le vite dei personaggi da un punto vista adulto e smaliziato, ancora in grado, però, di cogliere il lato ironico delle cose.
Particolarmente avvincente il finale, del tutto inatteso e, a mio avviso assolutamente geniale e carico di positività.
Andando un po’ più a fondo…
Tutto ha inizio quando Tachibana, che poi è il protagonista, annuncia alla famiglia di aver lasciato il proprio lavoro super sicuro, per trovare qualcosa di diverso.
Con l’appoggio dei familiari, aprirà quindi una pasticceria: L’antique bakery.
Si troverà, così, ad assumere Ono, uno chef più che qualificato, nonché suo ex compagno di scuola (e spasimante), che sembra però non ricordarsi di lui.
Al liceo infatti, proprio alla dichiarazione del ragazzo, Tachibana aveva risposto in modo aggressivo e scortese, portando Ono a scappar via in lacrime, tanto disperato da meditare il suicidio.
A salvarlo da un simile pensiero fu il fascino che, di contro, scoprì di esercitare su chiunque. Eccetto, ovviamente, Tachibana.
E’ così, quindi, che parte la storia, inserendo con garbo gli altri due co-protagonisti, un ex pugile amante dei dolci e la guardia personale di Tachibana, un omone tenerissimo e pasticcione come pochi.
Al di là delle premesse che sembrano volgere verso una trama priva di colpi di scena, Antique bakery introduce ben presto nuovi elementi. Tra questi gli incubi ricorrenti di Tachibana.
Il suo passato infatti, cela un rapimento del quale l’uomo conserva ben pochi ricordi. Tra questi, qualcosa strettamente legata alla sua scelta di aprire una pasticceria.
Nonostante si tratti di uno shonen-ai devo dire che ho riscontrato una profondità non indifferente. Un’introspezione dei personaggi che in pochi shonen-ai (parere da prendere con le pinze visto che ne conosco pochissimi) è resa con tanto stile.
Particolarmente azzeccato anche il sottofondo musicale allegro e spumoso, ideale per accompagnare dolci ed avventure. Specie se si considera che si tratta per lo più dello stesso brano arrangiato in stili diversi e sempre perfetti.
Detto questo non mi resta che consigliarvi la serie ed, ovviamente, il film che, credetemi, non è da meno. Ed anzi… vanta effetti scenici particolarmente accurati.

